Case Study

EVAPCO Europe è la filiale europea di un gruppo internazionale attivo nella produzione di sistemi di scambio termico e refrigerazione industriale. La sede italiana di Rho affianca agli spazi produttivi una struttura direzionale e commerciale che accoglie con regolarità clienti, partner e delegazioni dall’estero.

Un edificio obsoleto. Un'azienda cresciuta. Un solo intervento per rimettere tutto in asse.

Il progetto nasce per rispondere alle mutate esigenze della committenza, insediata in un edificio ormai obsoleto, che necessitava di un profondo ripensamento e di nuovi spazi. L’ampliamento è stata l’occasione per procedere ad una ristrutturazione totale dell’edificio e dei suoi spazi.

Nome del cliente
Evapco Europe
Focus del progetto
Ristrutturazione totale, creazione di nuovi spazi lavorativi
I nostri servizi
Progettazione architettonica, progettazione esecutiva e impiantistica, pratiche edilizie, direzione lavori
La sfida

Ripensamento degli spazi lavorativi

L’azienda era insediata in un edificio ormai obsoleto, dimensionato su esigenze che non erano più le sue: spazi insufficienti, distribuzione interna rigida, prestazioni energetiche fuori standard, nessun ambiente adeguato ad accogliere visitatori. Serviva più superficie, ma soprattutto serviva un ripensamento complessivo.
La scelta è stata di non separare i due problemi. L’ampliamento è diventato l’occasione per una ristrutturazione totale dell’edificio esistente e dei suoi spazi — un unico cantiere, un unico progetto, invece di due interventi destinati a scontrarsi a distanza di pochi anni.
Il tutto senza fermare l’attività: gli uffici e il capannone adiacente sono rimasti operativi per l’intera durata dei lavori.

Evapco Europe – Rho (MI)

Il nostro ruolo

Il progetto

Ripensamento degli spazi lavorativi

La nuova ala ospita le funzioni di rappresentanza, organizzate su due livelli. Al piano terra il nuovo ingresso, la reception e una sala riunioni di dimensioni contenute per gli incontri più riservati. Al primo piano una sala riunioni ampia e una coffee-room, pensata come spazio informale di pausa e di scambio. Il collegamento verticale è affidato a un ascensore e a una seconda scala, collocata con intento scenografico: non un elemento di servizio ma il fulcro visivo dell’ingresso, ciò che il visitatore vede per primo entrando. Spostare ingresso e sale riunioni nel nuovo volume ha liberato l’edificio esistente, permettendo di ridisegnarne per intero la distribuzione. È stato introdotto un corridoio di distribuzione in direzione del capannone e ricomposto il rapporto tra uffici singoli e open space, con un mix calibrato sulle reali modalità di lavoro dei diversi reparti. La riorganizzazione interna è stata realizzata con pareti a secco e nuove finiture. Particolare attenzione è stata dedicata al comfort acustico: la scelta dei materiali e la progettazione delle partizioni sono state impostate fin dall’inizio su questo obiettivo, che in un ambiente misto tra open space e uffici chiusi determina la vivibilità quotidiana degli spazi più di qualsiasi altro fattore.

Il recupero energetico

Un edificio che non sembra più lo stesso — perché di fatto non lo è. L’azienda ha guadagnato gli spazi che le mancavano, un ingresso che comunica il proprio posizionamento a chi arriva, ambienti di lavoro riorganizzati sulle esigenze reali dei reparti e costi di gestione sensibilmente ridotti.
Il progetto è stato oggetto di pubblicazione sulla rivista AcciaioArteArchitettura.

Un edificio che non sembra più lo stesso — perché di fatto non lo è. L’azienda ha guadagnato gli spazi che le mancavano, un ingresso che comunica il proprio posizionamento a chi arriva, ambienti di lavoro riorganizzati sulle esigenze reali dei reparti e costi di gestione sensibilmente ridotti.
Il progetto è stato oggetto di pubblicazione sulla rivista AcciaioArteArchitettura.

Il risultato

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